L'idea
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L'ambiente interno La strategia Le scelte operative La valutazione eco-finanziaria Il punto di pareggio
L’analisi della domanda



Per acquisire informazioni utili alla ideazione di servizi che fossero pienamente capaci di soddisfare i bisogni dei clienti a cui si rivolgevano, le nostre imprenditrici hanno analizzato nel dettaglio, caratteristiche e bisogni dei propri clienti potenziali. Innanzitutto hanno capito che avevano a che fare con un’unica grande categoria, quella dei genitori alle prese con i problemi di conciliare vita familiare e lavoro e quindi con l’organizzazione del tempo libero dei propri figli.



“La nostra iniziativa si andava a collocare nel settore del 'tempo libero dei bambini'” – dice Ida: “ volevamo infatti proporre ai genitori un modo istruttivo, educativo, ma comunque divertente, per far trascorrere il tempo libero dei propri figli. La ludoteca era soltanto una delle possibili soluzioni al bisogno “organizzare il tempo libero”, che ci sembrava però abbastanza innovativa, tenendo conto dei servizi che la nostra zona offriva.”

“L’esigenza “impegnare il tempo libero dei bambini” è scomponibile in due aspetti importanti:
  • un bisogno di sicurezza, e dunque la necessità di assicurare assistenza e controllo sui bambini da parte di personale fidato
  • un bisogno di educazione, e dunque l’esigenza di fare in modo che il tempo trascorso in assenza dei genitori non fosse una scatola vuota, bensì un contenitore di stimoli capaci di arricchire giorno dopo giorno il bambino e di aiutarlo nella crescita.
Tali bisogni hanno, nella mente dei genitori – e le interviste fatte ce lo avevano confermato - un peso diverso e un andamento inversamente proporzionale all’età dei bambini: più sono piccoli infatti maggiore è l’esigenza della sicurezza a scapito dell’aspetto educativo, e viceversa.

I bisogni hanno dunque peso diverso a seconda delle fasce di età:
0-3 anni l’esigenza di sicurezza e dunque di cura e assistenza qualificata è prevalente su tutto, nonostante le teorie pedagogiche che assegnano a tale periodo della crescita un ruolo fondamentale nella formazione della personalità.
3-5 anni è l’età della scuola materna, in cui in aggiunta all’assistenza vengono richiesti contenuti educativi tali da renderla una sorta di scivolo naturale verso l’inizio dell’esperienza scolastica
5-10 anni è l’età scolare in cui comincia il vero percorso didattico dei bambini. Si comincia in tale fase a parlare di tempo libero in senso proprio come assenza dell’impegno scolastico. In tale fase la domanda educativa è più forte, anche se rimane sempre una esigenza di base di vigilanza.


I dati demografici che avevamo raccolto dimostravano inoltre che, nell’area geografica che avevamo preso a riferimento, tutte le fasce d’età erano rappresentate in modo significativo e che quindi poteva essere ugualmente interessante, da un punto di vista quantitativo, rivolgersi all’una o all’altra.”

La prima scelta che le imprenditrici devono compiere è dunque la fascia d’età dei bambini a cui rivolgersi. Stante l’attrattività di tutte le fasce di età, la decisione è avvenuta sulla base delle proprie competenze e delle implicazioni organizzative.

“La fascia di età 5-10 anni, è quella che più ci interessava e a cui l’idea della ludoteca si adattava benissimo, mentre la cura di bambini più piccoli avrebbe comportato problematiche organizzative e burocratiche notevoli.

Dovevamo comunque compiere un’ulteriore scelta: quella di aprire o meno la ludoteca a bambini disabili. In fase iniziale abbiamo deciso di no, perché se è vero che l’interazione tra bambini abili e disabili è molto interessante da un punto di vista pedagogico, lo consideravamo troppo complicato per le competenze educative che avrebbe richiesto.

Il passo successivo è stato esplorare un’altra categoria di bisogni, di carattere “organizzativo”, dei genitori nostri potenziali clienti e, facendolo, ci siamo resi conto che potevamo individuare due grandi profili:

  • famiglie con entrambi i genitori occupati:
    che hanno bisogno di un servizio che copra tutto il tempo in cui sono impegnati al lavoro, per 5 giorni alla settimana. Il servizio dovrebbe porsi come un continuum della scuola in modo da assicurare un’assistenza completa al bambino lungo tutto l’arco della giornata. Si tratta comunque di famiglie dotate di un reddito medio-alto e dunque con un buon potenziale di spesa, che possono dunque permettersi di sostenere il costo del servizio, a meno della possibilità di prestare il servizio in convenzione con gli Enti Pubblici che si accollino parte della spesa, rendendolo accessibile anche a famiglie di reddito più basso.
  • famiglie con un genitore non occupato:
    che richiedono un accesso al servizio meno massiccio e continuativo, dal momento che l’esigenza di assistenza può essere anche occasionale. L’importante in tal caso è la possibilità di usufruire del servizio in modo flessibile, e quindi solo al bisogno, o in modo continuato, quando prevalgano esigenze educative e venga dunque ritenuto importante per la socializzazione del bambino. Anche in tale caso si tratta di famiglie dotate di un reddito medio-alto, dotate di un buon potenziale di spesa, che possono dunque permettersi di sostenere il costo del servizio, a meno della possibilità di effettuare le prestazioni in convenzione con gli Enti Pubblici che si accollino parte della spesa, rendendolo accessibile anche a famiglie di reddito più basso.
“La nostra idea” – continua Francesca –“era di rivolgersi alle due tipologie di famiglie, potendo comunque offrire un servizio valido per entrambe; pensavamo infatti che avremmo potuto rispondere efficacemente ai loro diversi bisogni organizzativi, giocando sulle modalità di erogazione e dunque sulla flessibilità degli orari e delle formule del servizio che avrebbe comunque mantenuto lo stesso contenuto pedagogico.”

E i servizi a domicilio?
Trattandosi solo di una diversa modalità di erogare una tipologia di servizi molto simile a quella della ludoteca, non abbiamo individuato clienti diversi, ma li abbiamo considerati come una possibile estensione della nostra offerta.

I segmenti di clienti individuati dalle imprenditrici sono dunque:


* prudenzialmente l’indagine considera tutte le famiglie come composte dai genitori e un solo figlio.