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La valutazione eco-finanziaria
Il punto di pareggio
Caso parte VI: la valutazione economico-finanziaria dell’iniziativa

Per valutare l’iniziativa dal punto di vista economico-finanziario, Maria, Ida e Francesca hanno utilizzato il Software “Formaper - Pianificazione economico-finanziaria”.

Hanno inserito nelle tabelle del sistema tutti i dati raccolti nel corso della stesura dei piani operativi, seguendo i codici di riferimento riportati in corrispondenza di ogni tabella.

Il Conto economico previsionale

“Abbiamo fatto una prima valutazione dei risultati economico-finanziari” – ricorda Maria – “Per prima cosa abbiamo analizzato il conto economico previsionale complessivo dell’iniziativa e solo in un secondo momento abbiamo analizzato più in dettaglio i risultati economici distinti per singolo servizio e per singola area d’affari”.

Il Conto economico Previsionale

  1° anno 2° anno 3° anno
Ricavi commerciali 75.375,00 100,0% 82.912,50 100,0% 91.203,75 100,0%
I costi Commerciali e di Comunicazione 1.550,00 2,1% 1.705,00 2,1% 1.892,00 2,1%
I Costi Tecnici 4.375,00 5,8% 4.762,50 5,7% 5.252,40 5,8%
I Costi Amministrativi 6.700,00 8,9% 7.370,00 8,9% 8.917,70 9,8%
I Costi del Personale 72.000,00 95,5% 77.000,00 82,9% 82.000,00 89,9%
= Margine operativo
lordo
- 9.250,00 - 12,3% - 7.925,00 - 9,6% - 6.858,90 - 7,5%
- Ammortamenti 558,67 0,7% 1.117,33 1,3% 1.117,33,00 1,2%
= Reddito operativo - 9.808,67 - 13,0% - 9.042,33 - 10,9% - 7.976,23 - 8,7%
+/- Interessi attivi/passivi 353,66 0,5% 709,60 0,9% 719,46 0,8%
+ Contributi a fondo perduto - 0,0% - 0,0% - 0,0%
= Reddito finale - 9.455,00 - 12,5% - 8.332,73 - 10,1% - 7.256,77 - 8,0%


Per fare l’analisi economico-finanziaria abbiamo utilizzato il quaderno di lavoro e seguito il percorso suggerito. Innanzitutto, abbiamo risposto a tutte le domande di guida alla lettura dei documenti finali di analisi.

Elenco domande da porsi nella lettura del conto economico Riporta qua sotto le risposte, cercando di essere sintetico.
1. L’andamento del fatturato nei tre anni di previsione è crescente, decrescente o stabile? Il fatturato dei primi tre anni è crescente
2. Nel 1° anno di attività, il reddito finale è positivo, negativo o in pareggio? Il 1° anno di attività il reddito finale è negativo.
3. Nei tre anni di attività il reddito finale è sempre positivo, sempre negativo o alternato? Nei tre anni di previsione, il reddito finale è sempre negativo
4. Nel 1° anno di attività, il reddito operativo è positivo, negativo o in pareggio? Il 1° anno di attività il reddito operativo è negativo.
5. Nei tre anni di attività il reddito operativo è sempre positivo, sempre negativo o alternato? Nei tre anni di previsione, il reddito operativo è sempre negativo
6. Qual è la categoria di costi che incide maggiormente sul fatturato? Perché? La categoria di costi che incide maggiormente sul fatturato è quella del personale. In un’azienda di servizi come la nostra la risorsa più importante è la persona, e per questo motivo ha l’incidenza maggiore.
7. Quale tipologia di costi (comm., tecnici…) cresce maggiormente negli anni successivi? E per quale motivo? La categoria di costi che cresce maggiormente nel tempo è quella dei costi amministrativi.


Poiché il reddito operativo è negativo, e per tutti e tre gli anni di previsione, le nostre imprenditrici hanno concluso che:
  • l’iniziativa complessivamente non è redditizia.
  • i costi che hanno maggiore incidenza sono quelli del personale.
  • è opportuno proseguire l’analisi per verificare se tutti i servizi sono in perdita.
Il Conto economico previsionale per singolo servizio

“Una volta capito che la nostra iniziativa sarebbe stata in perdita, la prima cosa da fare era verificare se tutti i servizi erano in perdita, oppure se il risultato finale negativo era dato dalla compensazione di un servizio in perdita e uno in utile”.

Dall’analisi del conto economico per singolo servizio emergeva che la ludoteca era in perdita, mentre l’animazione a domicilio presentava un piccolo margine di guadagno.

E’ da sottolineare infatti come la ludoteca presentava elevati costi fissi di personale: ben 52.000 euro.
L’animazione a domicilio invece, non aveva costi di personale diretti e fissi, perché gli animatori venivano utilizzati solo se esiste una richiesta da parte di un cliente, mentre la ludoteca richiede l’assunzione di un gruppo fisso di personale che dovevamo comunque pagare a prescindere dal numero di ingressi che dovevamo realizzare in un anno.”

Conto economico per Servizio

  Servizi di ludoteca Animaziona a domicilio
Fatturato 71.875,00 100,0% 3.500,0 100,0%
Costi Tecnici diretti 1.275,00 1,8% 2.100,00 60,0%
Margine di contribuzioneper la copertura dei costi fissi 70.600,00 98,2% 1.400,00 40,0%
Costi diretti del Personale fisso 52.000,00 72,3% - 0,0%
Margine di contribuzioneper la copertura dei costi comuni 18.600,00 28,9% 1.400,00 40,0%
Costi Commerciali 1.478,03 2,1% 71,97 2,1%
Costi Tecnici comuni 953,57 1,3% 46,43 1,3%
Costi del Personale comuni 19.071,31 26,5% 928,69 26,5%
Costi Amministrativi 6.388,89 8,9% 311,11 8,9%
Ammortamenti 532,73 0,7% 25,94 0,7%
Reddito operativo - 90.824,52 - 13,7% 15.85,00 0,5%


Le imprenditrici hanno effettuato una ripartizione dei costi comuni in funzione del fatturato previsto su ciascun servizio.
Poiché la ludoteca dovrebbe generare il 95% del fatturato totale, questo implica che alla ludoteca occorre attribuire il 95% dei costi fissi generali e comuni a tutti i servizi.

Il Conto economico previsionale per singola area d’affari
L’analisi del conto economico per singola area d’affari evidenzia come entrambe le aree sono in perdita.
L’analisi per area d’affari non fornisce in questo caso elementi aggiuntivi di analisi.

Lo Stato patrimoniale previsionale e l’equilibrio finanziario dell’iniziativa
“Per capire la adeguatezza della composizione delle fonti e degli impieghi e, in generale, l’equilibrio finanziario dell’iniziativa, abbiamo analizzato, contemporaneamente, lo stato patrimoniale previsionale e gli indicatori dell’equilibrio finanziario.






Ecco come abbiamo risposto alle domande di guida all’interpretazione dei risultati.

Elenco domande da porsi nella lettura dello stato patrimoniale Riporta qua sotto le risposte, cercando di essere sintetico.
1. Qual è il valore delle attività investite nell’iniziativa alla fine di ogni anno di gestione? Il valore delle attività è per il primo anno pari a circa 39 mila euro e di 35 mila per il 2 e 3 anno
2. Nei tre anni di previsione, il valore delle attività cresce, decresce o è stabile? Perché? Nei tre anni il valore delle attività è decrescente
3. La composizione percentuale degli impieghi (attività) dello stato patrimoniale prev. del 1° anno è molto diversa da quella dell’ultimo? Se sì, cos’è cambiato e perché? Nel 1 anno le immobilizzazioni rappresentano il 30% degli impieghi, mentre le liquidità il restante 30%. Al terzo anno la quota delle immobilizzazioni si riduce anche per effetto dell’ammortamento.
4. La composizione percentuale delle fonti di finanziamento (passività) dello stato patrimoniale prev. del 1° anno è molto diversa da quella dell’ultimo? Se sì, cos’è cambiato e perché? Nel 1 anno il capitale netto incide per oltre il 50%; questa quota si riduce notevolmente al terzo anno per il quale incidono maggiormente i debiti di lunga scadenza. Il capitale proprio incide in misura minore a causa delle perdite della gestione che vanno ad assorbire il capitale da noi investito, mentre i debiti aumentano in quanto si fa ricorso a finanziamenti esterni di lunga scadenza. I debiti a breve incidono sempre per il 14% circa.
5. Esiste coerenza temporale tra gli impieghi e le fonti di finanziamento nei vari anni di previsione? Per rispondere più facilmente a questa domanda, devi controllare il margine di struttura, il capitale circolante netto e il margine di tesoreria. L’iniziativa presenta un buon livello di equilibrio finanziario. Nei primi due anni di previsione le immobilizzazioni sono coperte dal capitale proprio e le attività liquide coprono abbondantemente i debiti di lunga e breve scadenza. Nel terzo anno, il valore delle immobilizzazioni è superiore del capitale proprio; quest’ultimo si ridotto per effetto delle ingenti perdite. Tuttavia, le immobilizzazioni sono abbondantemente coperte dalle fonti di lunga scadenza (capitale proprio + debiti di lunga scadenza). In realtà, l’iniziativa presenta un eccesso di liquidità, tale da suggerire, anche in considerazione dei risultati operativi negativi, di intraprendere qualche azione per cercare di ampliare il volume d’affari.


Il Piano dei flussi previsionale
L’analisi del piano dei flussi conferma le considerazioni finora fatte. Le nostre imprenditrici infatti si sono rese conto che, dato l’ingente conferimento di capitale, l’accensione del mutuo al secondo anno è inutile. Lo stesso conferimento è addirittura eccessivo rispetto alle reali esigenze di liquidità generate dalla gestione.
Tuttavia, data la disponibilità di capitali, è opportuno che le tre imprenditrici cerchino di individuare nuove forme di business per poter ampliare il volume d’affari.
Ciò significa che l’iniziativa non ha problemi finanziari e che l’attenzione dovrà focalizzarsi piuttosto nella ricerca di una formula imprenditoriale maggiormente redditizia.

Il Piano dei Flussi

  1° anno 2° anno 3° anno
Reddito finale - 9.455,00 - 8.332,73 - 7.256,77
+ Ammortamenti 558,67 1.117,33 1.117,33
+ Accantonamenti 5.333,33 5.703,70 6.074,07
= Autofinanziamento - 3.563,00 - 1.511,70 - 65,36
- Variazione crediti - 2.630,00 2.630,00 -
- Variazione debiti - 7.920,56 966,70 571,19
- Variazione materiali - - -
Liquidità generata dalla gestione operativa 5.290,56 1.663,30 571,19
= Cassa da gestione operativa 1.727,55 151,61 505,83
- Investimenti - 13.150,00    
+ Accensione mutui 5.000,00    
+ Capitale proprio 30.000,00 - -
+ Finanziamenti vari - 5.000,00 -
Rimborso mutuo e prestiti - - 5.000,00 -
Liquidità generata dalla gestione stategica 21.850,00 - -
= Variazione liquidità totale 23.577,55 151,61 505,83
Cassa finale 23.577,55 23.729,16 24.234,99


Elenco domande da porsi nella lettura del piano dei flussi Riporta qua sotto le risposte, cercando di essere sintetico.
1. Nei tre anni di previsione, l’autofinanziamento dell’impresa è positivo, negativo o nullo? L’autofinanziamento è sempre negativo.
2. La liquidità generata dalla gestione operativa (fabbisogno di capitale circolante) è positiva, negativa o nulla? La liquidità generata dalla gestione operativa è sempre positiva
3. Se la liquidità generata dalla gestione operativa nel 1° anno di previsione è negativa significa che hai un fabbisogno finanziario di breve periodo di cui devi tener conto. -
4. La liquidità finale generata dall’iniziativa è positiva, negativa o nulla nei tre anni di previsione? La liquidità generata dall’iniziativa nel suo complesso è sempre positiva
5. La cassa finale (la somma della liquidità finale generata nell’anno più quella degli anni precedenti) è sempre positiva oppure in alcuni anni è negativa? La cassa finale è sempre positiva


Una volta analizzato il piano dei flussi previsionale, le imprenditrici sono giunte alle seguenti conclusioni:
  • L’impostazione dei rapporti con clienti e fornitori è corretta dal momento che le condizioni praticate non creano problemi di liquidità
  • Il ricorso a finanziamenti esterni nel primo e nel secondo anno di attività è inutile e il conferimento di capitale proprio si può ridurre del 15% senza creare problemi di liquidità o solvibilità verso i fornitori.
  • L’iniziativa non è però redditizia, presentando una forte perdita nella gestione della ludoteca e un margine ridotto sulle animazioni a domicilio.
“Non ci interessava diventare ricche con questa iniziativa” – precisa Ida :, “per noi era importante avviare un’attività nella quale credevamo, senza con ciò perdere il nostro denaro. E’ pur vero che eravamo disposte ad anticipare quanto necessario e a contrarre qualche debito, purché il risultato finale fosse stato almeno di pareggio. In questo modo infatti, avremmo potuto prestare un servizio utile alla comunità, dato lavoro ad almeno sei persone e remunerato il nostro impegno.

Dovevamo quindi cercare di capire quali erano le condizioni per raggiungere il pareggio dei costi della nostra iniziativa con i ricavi che riuscivamo a realizzare. Il primo passo era capire quanti ingressi avremmo dovuto realizzare in un anno per raggiungere il pareggio sul servizio di ludoteca.”

Riflettici su:
  1. Ritieni che sia opportuno abbandonare l’idea della ludoteca e concentrarsi solo nei servizi di animazione a domicilio?
  2. Secondo è opportuno non assumere nessuna risorsa per la ludoteca e gestire solo collaboratori esterni secondo le esigenze di maggiore o minore necessità durante la gestione della ludoteca?
  3. E’ corretto che le socie investano tanti soldi in un’attività non redditizia, almeno in base ad una prima analisi di risultati?