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Il conto economico previsionale

Il conto economico previsionale è un documento che sintetizza la redditività dell’iniziativa, vale a dire evidenzia se l’impresa, così come è stata dimensionata, riuscirà a guadagnare.

Il conto economico rappresenta la sintesi del ciclo economico dell’impresa perché mette a confronto costi e ricavi di un determinato periodo, senza tenere conto, infatti, del ciclo finanziario, vale a dire delle entrate e delle uscite e cioè di quando effettivamente tali costi e ricavi vengono rispettivamente pagati e incassati.

La figura seguente evidenzia il ciclo economico ed il ciclo finanziario di un’impresa.



I costi indicano il valore dei nostri acquisti (materiali, macchine, collaborazioni, ecc.) mentre le uscite rappresentano il versamento di denaro che facciamo ai fornitori per pagare gli acquisti fatti.

I ricavi rappresentano il valore della vendita dei servizi che eroghiamo e le entrate rappresentano l’incasso di denaro ricevuto dai clienti per il pagamento dei servizi.

Il sostenimento dei costi può non coincidere con l’uscita di cassa. Questo si verifica quando gli acquisti sono fatti con dilazione di pagamento, quando il fornitore cioè ci consente di pagare in un momento successivo all’acquisto, facendo quindi sorgere un debito.

Il conseguimento dei ricavi può non coincidere con le entrate. Questo si verifica quando le vendite sono realizzate concedendo credito ai clienti, di cui in tal caso siamo fornitori, consentendo loro di pagare in un momento successivo alla vendita.

Le voci che compongono il conto economico sono riepilogate nello schema riportato di seguito.


Schema Conto economico previsionale




I ricavi commerciali sono definiti nel piano commerciale, così come i prezzi da praticare ai singoli target e la quantità di servizi che si pensa di erogare.

I costi commerciali sono anch’essi definiti nel piano commerciale nel quale sono stati indicati i costi che si prevede di sostenere per promuovere l’iniziativa nel suo complesso e per promuovere i servizi nei confronti dei vari target.

I costi tecnici sono definiti nel piano tecnico, che indica le spese da sostenere per acquistare materiali e servizi necessari per erogare ogni singola prestazione e i costi relativi a collaboratori esterni, trasporti e altri costi tecnici, connessi all’erogazione delle varie linee di servizio.

I costi amministrativi sono definiti nel piano organizzativo nel quale sono indicate tutte le spese di natura amministrativa e generale necessarie a garantire il funzionamento dell’impresa nel suo complesso, quali le utenze, gli affitti, la cancelleria, il commercialista, le spese postali, ecc. necessarie al quotidiano funzionamento dell’impresa.

I costi del personale sono definiti nel piano organizzativo nel quale viene effettuata anche la programmazione del personale e quindi del fabbisogno di risorse umane da impegnare stabilmente nell’iniziativa.

I costi commerciali, tecnici, amministrativi e del personale sono definiti costi d’esercizio perché riguardano materiali e servizi che si consumano in un solo esercizio (anno di gestione).

Sottraendo dai ricavi commerciali la somma dei costi commerciali, tecnici e amministrativi, si ottiene il valore aggiunto di un’impresa.

RICAVI – COSTI (COMMERCIALI, TECNICI, AMMINISTRATIVI = VALORE AGGIUNTO

Questo margine esprime la capacità dell’impresa di aggiungere valore ai beni (materiali e servizi) acquisiti dall’esterno.


Sottraendo dal valore aggiunto i costi del personale si ottiene il margine operativo lordo.

VALORE AGGIUNTO – C. PERSONALE = MARGINE OPERATIVO LORDO

Questo margine esprime la capacità dell’impresa di coprire con i ricavi commerciali (detti anche d’esercizio perché relativi ad un solo anno di gestione) il costo degli investimenti, dopo aver sottratto tutti i costi d’esercizio


Gli investimenti sono il costo di beni che durano più anni; al singolo esercizio/anno di gestione va dunque imputata come costo solo la quota del valore del bene che ne rappresenta il consumo avvenuto in un anno; la quota parte di consumo annuale dei beni d’investimento è attribuita al conto economico con gli ammortamenti.

Un esempio per capire meglio.
Un’impresa acquista un furgoncino che si consumerà in 10 anni e sostiene un costo di 6.000,00 euro, il costo totale del furgoncino deve essere ripartito nei vari anni di utilizzo del bene.

Descrizione beneCosto totaleDurataCosto annuo (ammortamento)
Furgoncino6.000,0010 anni600,00


La quota da attribuire al conto economico relativa al consumo del furgoncino è 600,00 euro.

Sottraendo dal margine operativo lordo gli ammortamenti si ottiene il reddito operativo.


MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTI = REDDITO OPERATIVO

Questo margine sintetizza la capacità dell’impresa di generare reddito con la sua attività tipica

Nasce dalla differenza tra i ricavi e i costi tipici dell’attività svolta dall’impresa, escludendo tutti i costi di natura finanziaria (per es. interessi attivi e passini su c/c bancari), i costi e i ricavi di natura straordinaria (per es. furti subiti e donazioni ricevute) e gli oneri tributari (le imposte sul reddito e altre tasse e imposte)


Gli interessi/oneri finanziari sono calcolati sulla liquidità generata o assorbita dalla gestione.

I contributi a fondo perduto sono costituiti da tutti i versamenti di denaro che l’impresa riceve da diverse fonti, ma che non deve restituire (per esempio i contributi alla creazione d’impresa ottenibili con alcune norme di incentivazione, nazionali e europee).

Il reddito finale nasce dalla differenza tra tutti i ricavi e costi dell’impresa. Esprime quindi la capacità dell’impresa di generare reddito.

Rappresenta il risultato della gestione economica d’impresa nel suo complesso.


Come interpretare i risultati economici della propria impresa?

REDDITO OPERATIVO POSITIVO / REDDITO FINALE POSITIVO

Se il reddito operativo e il reddito finale previsti sono entrambi positivi, l’impresa è sana dal punto di vista economico.

REDDITO OPERATIVO NEGATIVO / REDDITO FINALE POSITIVO

Se il reddito operativo ottenuto è negativo e il reddito finale previsto è positivo, significa che l’iniziativa di per sé non è redditizia, ma l’impresa riesce comunque a non perdere denaro perché ottiene dei finanziamenti a fondo perduto che tamponano l’incapacità di generare reddito. E’ il caso di iniziative aiutate da finanziatori pubblici o privati per la loro forte utilità sociale. In assenza di utilità sociale, la situazione sintetizzata nel conto economico consiglia di rivedere le scelte operative fatte a monte in termini di mercato e di dimensionamento dell’iniziativa.

REDDITO OPERATIVO POSITIVO / REDDITO FINALE NEGATIVO

Se il reddito operativo previsto è positivo e il reddito finale previsto è negativo, ci troviamo di fronte ad un’iniziativa, che pur se ben gestita dal punto di vista di mercato e della gestione delle risorse, presenta forti oneri finanziari sostenuti per l’ottenimento di finanziamenti. In questi casi l’impresa è sana economicamente, ma malata finanziariamente. Una possibile soluzione è cercare fonti di finanziamento più economiche.

Il rendiconto economico - sociale