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Lo stato patrimoniale
Lo stato patrimoniale previsionale è un documento che fotografa il patrimonio dell’impresa in un dato momento.
Mentre il conto economico fa riferimento ad un periodo di tempo rispetto al quale calcolare i ricavi conseguiti e i costi sostenuti, lo stato patrimoniale “fotografa” il valore dell’impresa in un preciso momento.
Attraverso questo documento è possibile individuare quali sono le fonti di capitale e quali sono gli investimenti effettuati dall’impresa.
Lo stato patrimoniale previsionale si compone di sezioni:
- Le Attività (gli impieghi)
- Le Passività (le fonti di finanziamento)
Il totale delle attività è sempre uguale al totale delle passività, vale a dire il totale degli impieghi deve essere sempre uguale al totale delle fonti finanziamento.
ATTIVITA’
La sezione delle Attività evidenzia gli impieghi realizzati con l’iniziativa, ovvero indica in quali attività sono investite le fonti, e dunque i capitali versati dai soci, quelli derivanti da debiti e da tutte le altre fonti di finanziamento elencate nella sezione delle Passività.
Le attività (impieghi) si distinguono in:
- immobilizzazioni
- attivo circolante
Nelle immobilizzazioni rientrano tutti gli investimenti di lunga durata, vale a dire i fabbricati, i terreni, le attrezzature (immobilizzazioni materiali), ma anche i brevetti, i costi notarili per l’avviamento dell’iniziativa (immobilizzazioni immateriali) ecc..
Si tratta quindi di investimenti che durano negli anni, il cui costo partecipa alla formazione del reddito per quote di ammortamento per tutti gli anni di durata dei beni.
Nello stato patrimoniale il valore delle immobilizzazioni si riduce nel tempo dal momento che indica, ad un preciso momento, il valore residuo degli investimenti decurtati delle quote di ammortamento che rappresentano il consumo avvenuto.
Un esempio
Nella sezione precedente relativa al conto economico, per capire il concetto di ammortamento abbiamo fatto l’esempio del furgoncino acquistato a 6.000,00 e di durata 10 anni. Abbiamo poi calcolato l’ammortamento di ogni anno da attribuire al conto economico (600,00) per il consumo dello stesso.
Nello stato patrimoniale, che deve illustrare il patrimonio dell’impresa e, quindi , deve evidenziare il valore effettivo nel tempo, indicheremo il valore del costo al netto degli ammortamenti che abbiamo inserito nel conto economico, quindi 5.400 alla fine del 1° anno, 4.800,00 alla fine del 2° e 4.200,00 alla fine del 3°.
Le figure riportate di seguito, evidenziano gli effetti dell’acquisto del furgoncino e del suo utilizzo per tre anni di gestione dell’iniziativa, sul conto economico e sullo stato patrimoniale.
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Lo stato patrimoniale, nella sezione delle attività, evidenzia la riduzione nel tempo del valore del furgoncino, esattamente per l’importo dell’ammortamento.
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Nell’attivo circolante rientrano le attività che entro un anno si possono trasformare in denaro contante. Si tratta quindi di investimenti di breve durata facilmente smobilizzabili, cioè trasformabili in denaro.
L’attivo circolante comprende:
- i crediti
- i materiali in scorta
- la cassa
I crediti indicano l’ammontare delle vendite che, alla data di elaborazione dello stato patrimoniale, si presume non saranno state ancora incassate per effetto delle dilazioni di pagamento concesse ai clienti.
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Per esempio, se ipotizziamo di vendere nel 1° anno di attività 100 prestazioni a 20,00 euro l’una ( vendite totali = 2.000,0 euro), e sappiamo che mediamente i nostri clienti pagano a 90 giorni, alla fine del 1° anno avremo crediti 333,33 euro (2.000,00 x30gg / 360 gg). Una dilazione di pagamento minore di 360 giorni, significa che tutti i nostri crediti saranno incassati (smobilizzati) entro la fine dell’anno successivo.
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Questo significa che se si prevede di concedere dilazioni di pagamento con facilità, ci si dovrà aspettare a fine anno molti più crediti che denaro contante.
I materiali in scorta indicati nello stato patrimoniale previsionale evidenziano che l’impresa prevede di acquistare del materiale non per consumarlo nell’anno, ma per tenerlo da parte come scorta di sicurezza.
Il costo che si prevede di sostenere per l’acquisto dei materiali in scorta, non sarà dunque attribuito tutto al conto economico previsionale dell’anno nel quale viene fatto l’acquisto, perché i materiali non saranno consumati nello stesso anno, ma quasi sicuramente in quello successivo.
Tale costo d’acquisto sarà quindi indicato nello stato patrimoniale previsionale per evidenziare sia la disponibilità che il valore di una scorta.
La cassa rappresenta il denaro contante che l’impresa ha a disposizione in un dato momento.
La somma:
- delle immobilizzazioni (materiali e immateriali)
- dell’attivo circolante (crediti, materiali in scorta, cassa)
costituisce il totale delle attività, cioè il totale dei capitali impiegati per la realizzazione dell’iniziativa in un dato momento.
PASSIVITA’
Le passività dello stato patrimoniale indicano tutte le fonti di finanziamento utilizzate per realizzare l’iniziativa e che risultano investite nelle attività indicate nello stesso stato patrimoniale (immobilizzazioni e attivo circolante).
Le passività (fonti di finanziamento) comprendono:
- il capitale netto
- il Fondo TFR (fondo trattamento di fine rapporto) e gli altri fondi spese
- i debiti
Il capitale netto è il capitale di proprietà dell’impresa, vale dire il denaro investito dai soci più gli utili generati dalla gestione.
Il fondo TFR (fondo trattamento di fine rapporto) è il debito che l’impresa contrae con i propri dipendenti per finanziare le attività. In pratica, ogni volta che l’impresa paga lo stipendio ai dipendenti, ne trattiene una parte che restituirà solo quando cesserà il rapporto di lavoro. Il fondo TFR rappresenta non è altro che un debito a lunga scadenza verso i dipendenti.
Ogni qualvolta che l’impresa vuole “mettere da parte” dei soldi per fronteggiare delle spese che riguardano le attività dell’anno in corso, ma che pagherà in momenti successivi, crea i fondi spese. A fronte di costi fittizi, cioè costi senza uscita di cassa nell’anno, crea un debito apposito costituito da un fondo spese. Il fondo TFR non è altro che un fondo spese future.
I debiti invece sono i capitali presi in prestito da soggetti esterni da restituire ad una certa scadenza maggiorati degli interessi. I debiti si distinguono in:
- debiti verso fornitori (di funzionamento)
- debiti di finanziamento
I debiti di funzionamento nascono quando i nostri fornitori, di materie, di servizi, di utenze varie ecc., ci consentono di pagare dopo 30, 60, 90 …giorni dall’acquisto di beni e servizi.
Quando concediamo dilazioni di pagamento ai clienti significa che li stiamo finanziando, cioè stiamo concedendo loro un prestito pari al valore della prestazione erogata e per la durata della dilazione. Quando invece sono i nostri fornitori a concederci le dilazioni di pagamento, sono loro che ci stanno finanziando per un importo pari al valore dei beni acquistati o delle prestazioni di servizi ricevute e per la durata della dilazione ottenuta.
I debiti di finanziamento rappresentano i capitali ottenuti da soggetti esterni, da restituire normalmente in più anni e non sono destinati a specifiche attività. Il debito verso i fornitori (cioè i debiti di funzionamento) nasce in seguito all’ottenimento della dilazione di pagamento, quindi dopo aver acquistato un bene o un servizio, mentre i debiti di finanziamento sono contratti per finanziare l’iniziativa nel suo complesso e non sono direttamente riferibili a nessuna attività specifica.
Continuiamo l’esempio precedente facendo alcune ipotesi
- i soci intendono investire il primo anno 7.000,00 euro;
- ai clienti si concederà una dilazione di pagamento di 60 giorni;
- i fornitori dei servizi commerciali e tecnici ci consentiranno di pagare a 60 giorni;
- pagheremo in contanti il furgoncino, i dipendenti e i costi amministrativi.
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Il conto economico previsionale presenterà le seguenti voci di ricavi e di costi:
Lo stato patrimoniale previsionale per tre anni presenterà i seguenti valori.
Nelle attività (impieghi):
- le immobilizzazioni riporteranno il valore del furgoncino diminuito dell’ammortamento.
- I crediti verso clienti saranno così calcolati:
- è vendite 1° anno 2.000,00 x 60 gg dil./ 360gg = 333,33
- è vendite 2° anno 2.200,00 x 60 gg dil./ 360gg = 366,67
- è vendite 3° anno 2.300,00 x 60 gg dil./ 360gg = 383,33
- la cassa la differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite ed è calcolata nel piano dei flussi
Nelle passività (fonti di finanziamento):
- il capitale proprio è costituito dai versamenti dei soci e non subisce variazioni perché i versamenti sono stati effettuati in un’unica soluzione e al primo anno
- l’utile d’esercizio si somma al capitale proprio in quanto reddito generato dalla gestione; quando i soci non prelevano gli utili per destinarli alle spese personali, continuano a finanziare l’iniziativa, pertanto sono una fonte di finanziamento.
- Gli utili a nuovo sono gli utili dell’anno precedente non prelevati, ma accumulati per formare una riserva di capitale.
- Il fondo TFR riporterà quella parte di costo del personale non versata ai dipendenti, ma trattenuta e accumulata per creare una fonte di finanziamento interna; rappresenta il debito dell’impresa verso i lavoratori, i quali rivestono pertanto il ruolo di finanziatori dell’iniziativa.
- I debiti verso fornitori saranno così calcolati:
- è costi commerciali + costi tecnici 1° anno 1.200,00 x 30 gg dil./ 360gg = 100,00
- è costi commerciali + costi tecnici 2° anno 1.300,00 x 30 gg dil./ 360gg = 108,33
- è costi commerciali + costi tecnici 3° anno 1.285,00 x 30 gg dil./ 360gg = 107,08
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